BARBONI UCCISI DAL FREDDO: F. PREVITE, “PIÙ SOLIDARIETÀ E MENO CLAMORE”

“Si fa clamore di fronte a fatti allucinanti nell’immediatezza del dramma, per poi voltare pagina e lasciare nell’ombra o addirittura nel buio di un angolo i diversi scottanti problemi”. Così Franco Previte, responsabile dell’associazione “Cristiani per servire” che da anni si batte per la tutela e la salute dei disabili mentali, commenta la morte dei 7 barboni a Roma in seguito alla quale “tutte le istituzioni si interessano, giustamente, di questi sventurati della vita. Il Ministero per gli Affari Sociali- prosegue Previte – parla di strumenti eccezionali ricordando che la legge finanziaria, per la prima volta, ha previsto 60 miliardi da destinare agli enti locali per interventi a sostegno dei senza fissa dimora”. “I provvedimenti – osserva Previte – sono lodevoli, ma non addolciscono l’amarezza che si prova nel constatare quante priorità da tempo aspettano e sperano”. “La solidarietà sociale – afferma il rappresentante dell’associazione – è un concetto che induce ad essere non solo portatori di diritti, ma anche di doveri verso tutta la società”, e soprattutto verso quella “vasta categoria di sfortunati come i terremotati senza casa, i disoccupati, i disabili mentali sfollati dai manicomi ed altre categorie che ancora aspettano, dopo anni, risposte adeguate alle loro aspettative”. L’associazione “Cristiani per servire” insieme all’Opera don Guanella, don Orione e all’Arap (Associazione riforme assistenza psichiatrica) si era fatta promotrice nell’ottobre 1998 di una petizione al Parlamento e al governo affinché “si attivino per una rapida approvazione di una legge che garantisca sicurezza ai cittadini e la tutela per i disabili mentali, cittadini come gli altri, che necessitano ed abbisognano più degli altri di promozione della loro dignità e dei loro diritti”.