GIUBILEO: IN GINOCCHIO ALLA PORTA DELL’ECUMENISMO

E’ un’apertura a sei mani quella della quarta Porta Santa. Sono circa le 11.30 quando Giovanni Paolo II insieme al vescovo Metropolita di Costantinopoli, Athanasios, e al primate della Chiesa anglicana, George Carey, spingono le ante della Porta Santa della Basilica di San Paolo fuori le mura. La più grande delle quattro Porte Sante. Sono necessarie ben tre spinte prima che le valve si aprano. E’ ancora un’immagine emozionante e carica di significato quella che il Giubileo propone. Giovanni Paolo II si inginocchia, altrettanto fanno anche Athanasios e l’arcivescovo di Canterbury, infrangendo il rituale. Insieme, in silenzio, pregano. Sembrano avverarsi così le parole del card. Congar, che aveva detto: “La porta dell’ecumenismo non può essere varcata che in ginocchio”. Al momento in cui i tre si rialzano, il Papa riceve da un diacono ortodosso il Libro dei Vangeli e lo mostra verso l’alto. L’ostensione del Libro, centro di tutta la celebrazione, viene poi compiuta dal Metropolita del Patriarcato copto ortodosso di Alessandria, dal rappresentante permanente del Patriarcato di Mosca in Germania e dal presidente della Federazione luterana mondiale. ” “La celebrazione, che rappresenta un unicum ed è stata studiata in funzione del più grande incontro ecumenico dopo il Concilio Vaticano II, è stata presieduta dal Papa e concelebrata da tutti i rappresentanti delle altre Chiesa e comunità ecclesiali cristiane. Fra i rappresentanti delle 23 delegazioni presenti, almeno 15 vengono coinvolti nella proclamazione dei testi e nel compimento di alcuni gesti rituali. Fra i tanti momenti significativi, la processione lungo la navata della basilica dei rappresentanti delle diverse Chiese; l’immagine di due diaconi, uno ortodosso e l’altro latino, che insieme incensano il Vangelo sull’altare; la lettura dei testi di George Floroskj , sacerdote russo ortodosso, e di Dietrich Bonhoeffer, pastore e teologo luterano; l’abbraccio di Pace al suono dell’Ubi Caritas. ” “” “