BAMBINI DI STRADA: UN PROGETTO RECUPERO DELLE SUORE SALESIANE

Relazione educativa, protagonismo e rete: queste, secondo suor Enrica Rosanna, docente alla Pontificia facoltà di scienze dell’educazione Auxilium, le coordinate di un progetto di recupero in grado di spezzare il circolo della devianza e dell’emarginazione dei minori che vivono sulla strada. Se ne è parlato ieri sera in una tavola rotonda a Roma promossa, a distanza di dieci anni dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, dall’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice in collaborazione con il ministero per la Solidarietà sociale. Durante l’incontro è stato presentato il volume “Strade verso casa” che raccoglie gli atti del seminario di studio “Sistema preventivo e situazioni di disagio” svoltosi a Roma nel mese di marzo 1999. “Soltanto attraverso una relazione educativa autentica, cioè amorevole e accogliente – ha spiegato suor Rosanna – è possibile coinvolgere il ragazzo in un processo di crescita e di riscoperta dei valori che possiede”. In questo modo, anche “il giovane che ha sbagliato può riscattarsi” e ritornare “gradualmente protagonista della sua vita”. Un altro punto importante: il lavoro in rete, ovvero il collegamento tra educatori, scuole, centri di formazione, realtà ecclesiale, ambito civile. Il regista televisivo Silvestro Montanaro ha ammonito sui rischi “del nuovo colonialismo che consente nel mondo lo sfruttamento lavorativo di 250 milioni di bambini e di 8 milioni di bambine prostitute”. L’importanza di coltivare nei fanciulli a rischio la capacità “di reagire alle pressioni distruttive dell’ambiente esterno” è stata messa in evidenza da Isabella Poli del Bice (Bureau internationale catholique de l’enfance).