ETIOPIA: CATTOLICI E ORTODOSSI UNITI CONTRO LA PIAGA DELL’AIDS

Progetti di approvvigionamento idrico e campagne di sensibilizzazione e prevenzione contro l’Aids che sta seminando morte tra la popolazione. Il tutto realizzato in piena collaborazione con la Chiesa ortodossa in Etiopia. E’ l’azione che sta promuovendo nel paese africano il Centro Volontari Marchigiani (Cvm), vivendo così sul “campo” della carità il dialogo ecumenico. “Per la realizzazione dell’unità dei cristiani – spiegano i volontari marchigiani – non bastano le enunciazioni, occorrono passi concreti, piccoli segni, ponti di carità che ogni cristiano è chiamato a costruire giorno per giorno, disinteressatamente, quello che viene definito il ‘dialogo della carità’, elemento essenziale di un cammino verso l’unità”. Nato nel 1973, nel 1980 il Cvm inizia ad inviare volontari in Etiopia, dove nel corso degli anni mettono in atto progetti a favore della popolazione. Nel ’94 prende il via la collaborazione con la Chiesa Ortodossa in Etiopia, la seconda nel mondo ortodosso per numero di fedeli, dopo quella russa. I contatti con Abuna Barnabas, vescovo ortodosso della diocesi di Bahir Dar (cittadina non lontana da Addis Abeba) responsabile di 2,5 milioni di anime, 51mila sacerdoti, diaconi, religiosi, hanno permesso di mettere a punto e realizzare un progetto incentrato sull’Aids. Tappe fondamentali del percorso la formazione di oltre 600 sacerdoti e diaconi, la consegna di materiale informativo in ogni chiesa, l’istituzione di comitati. Poi la presenza tra la gente, con i pastori impegnati a girare casa per casa per confortare e sostenere i malati e le loro famiglie. Oggi il lavoro è incentrato su un programma che permette di dare una casa e calore umano a migliaia di orfani, chiedendo disponibilità alle famiglie di condividere il poco che hanno.