“Predicare, con la propria vita e con la propria professionalità, l’anno del Giubileo come anno del Signore”. E’ questa, secondo mons. Pierfranco Pastore, Segretario del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, “una missione che i giornalisti cristiani non possono non sentire come propria”. Un’indicazione che mons. Pastore ha rivolto ai giornalisti questa mattina, nel corso della conferenza stampa di presentazione del messaggio del Santo Padre per la XXXIV Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali per l’anno 2000. “Mi rivolgo in particolare alla vostra penna”, ha detto il vescovo illustrando il programma delle giornate giubilari dei giornalisti e del mondo dello spettacolo che si svolgeranno il 4 giugno e il 17 dicembre. Riferendosi all’invito del Papa ad “una sorta di ‘esame di coscienza’ da parte dei mezzi di comunicazione sociale”, mons. Pastore ha parlato della necessità “di appurare più profondamente le notizie che vengono diffuse e di superare la pigrizia che a volte impedisce di scavare a fondo nelle informazioni”.” “”La Chiesa è sempre stata all’avanguardia nell’uso dei mezzi di comunicazione sociale”, ha messo in evidenza l’arcivescovo John Patrick Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, e ha ricordato che già venticinque anni fa iniziò la cooperazione della Rai e di Telespazio per le trasmissioni dell’Anno Santo del 1975. Oggi la collaborazione si è allargata al Centro Televisivo Vaticano, ha proseguito mons. Foley, riferendo che la cerimonia di apertura della Porta Santa di San Pietro “è stata vista per intero in almeno 60 nazioni, da parte di un pubblico che la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato essere stato più di 2 miliardi di persone”.” “