Prendere sul serio il Giubileo in fondo significa avere il coraggio di mettersi in discussione e nello stesso tempo di “riposare in Dio”, come suggerisce il card. Ruini nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, ricordando l’antico giubileo degli Ebrei, che lasciavano riposare la terra, perché desse poi frutti più copiosi.” “E forse anche per il nostro Paese, inteso come comunità nazionale, può essere utile sostare un momento per prendere coscienza di un momento delicato e decisivo e così misurarsi creativamente con il nuovo.” “Certo le scadenze politiche ed economiche e le emergenze incalzano. Il sistema politico è in movimento. I referendum incombono e la domenica delle Palme si andrà a votare per le regionali. I poli si stanno attrezzando e mentre la coalizione di governo guarda a sinistra quella di opposizione sembra puntare sul centro. La scomparsa di Craxi ha risollevato la questione di una “storia condivisa” su cui costruire sviluppo. L’economia è alla ricerca di una ripartenza che sembra vicina ma è ancora difficile. Notizie di ruberie inaccettabili si allungano sulle operazioni umanitarie in Albania ed altrove. ” “Sotto questa cronaca fittissima e spesso contraddittoria ci sono tuttavia dei problemi strutturali, che il presidente della Cei ha ricordato con lucidità e con passione. Il decremento demografico è allora uno specchio, di fronte al quale interrogarsi sulla nostra capacità e la nostra voglia di futuro. Connesso a questo nodo strutturale infatti sta il problema della politica familiare e della tutela della famiglia fondata sul matrimonio, a partire dal riconoscimento del suo fondamentale ruolo anche sociale. Di qui si coglie la necessità di una seria politica dell’immigrazione, che finalmente esca dalla rincorsa dell’emergenza e si ponga seriamente il problema del rapporto in prospettiva con la tutela e lo sviluppo della nostra stessa identità nazionale. C’è insomma una questione di senso, di significato, che caratterizza questo passaggio storico e che in concreto riguarda per tanti e per tante famiglie la necessità di interrogarsi sul proprio “progetto di vita”. Tema solo apparentemente astratto o “privato” ma che ha invece un grandissimo rilievo pubblico e sociale. Basta solo pensare ai giovani di oggi.” “Certo affrontare questi problemi significa fare inevitabilmente delle scelte di valore. Con buona pace di tante scuole di pensiero progressiste o radicali, è inevitabile. Mettere la testa sotto la sabbia di un certo minimalismo politicamente corretto significa soltanto accoccolarsi in una parabola di decadenza.” “Invece proprio questo periodo di passaggio e di inevitabile confusione può essere propizio. Si tratta di discernere, mettere in fila le cose ed investire. E’ l’esercizio quotidianamente tentato nella pastorale e nelle scelte sociali. E’ il modo di ripetere che ai cattolici sta a cuore il futuro del paese. E’ la rivendicazione, ma anche l’esercizio e la prospettiva cui invita la Settimana sociale, quando il Papa ripete che “la chiave che dovrebbe aprire alla società civile la porta della società politica è il principio di sussidiarietà”.” “In concreto tutto questo significa promuovere la responsabilità e la libertà di tutti e di ciascuno, di tutte le aggregazioni, finalizzate al bene comune. Parole antiche, certo. Ma senza retorica. Sono i punti di riferimento di cui c’è bisogno per lavorare in questo momento apparentemente così confuso e per tradurre concretamente il Giubileo anche nella vita sociale, culturale e politica. ” “” “” “