Per mons. Giovanni Nervo, presidente della Fondazione E.Zancan, la recente decisione del Governo di decretare lo stato di emergenza per i senza tetto e lo stanziamento di 30 miliardi di lire per gli aiuti “è un fatto importante e degno di attenzione”. In una nota che verrà pubblicata nel prossimo bisettimanale del Sir, mons. Nervo osserva però: “Come mai ci accorgiamo, come società, dei senza dimora soltanto quando diventa un problema politico perché a Roma si concentrano in pochi giorni diversi morti? Se fossero morti uno per città nessuno nel “Palazzo” se ne sarebbe accorto”. Portando ad esempio un periodo storico come il Medioevo, mons. Nervo fa notare che già allora “una società molto più povera sapeva organizzare tutta una rete di alloggi gratuiti lungo i percorsi dei ‘pellegrini’, che spesso erano i ‘senza dimora’ di oggi”. Inoltre, si domanda mons. Nervo, la somma stanziata “è sufficiente per garantire un tetto, un pasto e assistenza sanitaria?”. Per questi motivi, dichiara, “il gesto del Governo può avere un valore effettivo, non soltanto politico, se costituisce il punto di partenza per affrontare il problema in modo organico e permanente”, risolvendo altri due problemi: “l’approvazione della legge quadro di riforma dell’assistenza, in questo momento in discussione alla Camera, e il riconoscimento pieno del ruolo dei Comuni nei servizi alla persona, integrati con i servizi sanitari”. “Un’autentica attuazione del principio di sussidiarietà – precisa – richiede che siano le comunità locali in prima persona e in prima istanza a garantire i servizi essenziali dei cittadini – quindi anche quelli per i senza dimora – e non soltanto erogatori di denaro che viene dallo Stato”. Il “federalismo fiscale” necessario, si chiede, “sarà sufficiente per garantire equità e perequazione fra comunità ricche e comunità povere? O non occorre anche una più diffusa solidarietà e responsabilità sociale nelle nostre comunità?” ” “” “