Un progresso sul fronte della scolarizzazione in Italia è messo in luce dal rapporto Eurispes sull’Italia del 2000, presentato oggi a Roma. Infatti i giovani che frequentano la scuola secondaria superiore sono l’80% rispetto al 68,3% del 1991, benché soltanto il 66,7% arrivi a conseguire il diploma di maturità (contro il 51,4% della precedente rilevazione). Il panorama del livello di istruzione peggiora nell’ambito della popolazione già inserita nel mondo del lavoro dove oltre la metà (54/%) degli italiani possiede appena la licenza media. “L’Italia – si legge nel rapporto – resta, dopo Spagna, Turchia e Portogallo, il Paese con la più bassa percentuale di diplomati e di laureati”. Nel nostro Paese infatti, soltanto l’8% della popolazione attiva (25-64 anni) è in possesso di diploma di laurea, e il 26% ha conseguito un diploma di maturità. La situazione occupazionale appare preoccupante: secondo i dati Eurispes appena un giovane su tre trova lavoro entro un anno dal termine degli studi. Una causa di ciò è anche “l’incapacità del sistema scolastico di fornire una preparazione adeguata alle esigenze del mondo del lavoro”. Non va meglio nel campo della formazione professionale dove, si legge ancora nel rapporto, “il sistema della formazione in Italia non riesce a fare incontrare in maniera soddisfacente l’offerta e la domanda del mercato del lavoro” e pertanto “necessita di correttivi”. Tuttavia l’attività di formazione professionale più intensa al Sud, con una frequenza di allievi in percentuale maggiore rispetto alle altre aree geografiche, rivela la necessità di acquisire competenze e saperi ma conferma anche l’alto livello di disoccupazione locale.