SALESIANI, RILANCIARE LA PASTORALE DEL DISAGIO

Fare del “problema giovani” una priorità nell’attenzione e azione di quanti hanno responsabilità ai più alti livelli sociali, politici, culturali, economici ed ecclesiali, è il richiamo che giunge dal Seminario di cooperazione europea su “Lotta alle nuove povertà e all’esclusione sociale dei giovani in Europa”, promosso dall’Associazione “Don Bosco International” e dal Dicastero per la Pastorale giovanile salesiana che ha preso il via oggi presso l’Ateneo pedagogico salesiano di Benediktebeuern (Germania). L’obiettivo del seminario è avviare un “processo di riflessione, di formazione e di coordinamento in rete tra tutte le diverse istituzioni e opere salesiane nel campo dell’esclusione sociale in Europa”. “Pentiamoci della nostra lontananza culturale e psicologica dal mondo giovanile e di non aver percepito sufficientemente quello che portano le giovani generazioni come carica di novità – ha detto il Coordinatore nazionale dell’Italia don Domenico Ricca, ripetendo l’invito di don Juan Vecchi, rettore maggiore dei salesiani -. La pastorale del disagio non diventi appendice ma inserita nella pastorale giovanile salesiana. Questo richiede a tutti un’assunzione di nuova responsabilità e fare spazio anche agli esclusi”. Intanto per il futuro emergono alcuni impegni dei salesiani. Tra questi “il passaggio dagli antichi istituti, internati a carattere assistenziale, a case famiglia, l’investimento delle comunità terapeutiche in presenze di prevenzione sul territorio, e percorsi di formazione congiunta tra laici e salesiani”. I lavori del seminario proseguiranno fino all’8 gennaio con vari interventi, tra cui quello dell’ex presidente del Parlamento europeo, José Maria Gil-Robles.