CARD.MARTINI: ANNALISA, KATIA E GABRIELE “ESEMPIO DI DEDIZIONE E DI FEDE”

“Stimolo per tanti giovani e ragazze che rischiano di sprecare la loro vita in cose futili e non sanno aprirsi a spazi di solidarietà”. Così il cardinale Martini ha ricordato i tre giovani volontari comaschi morti il 3 gennaio in un incidente stradale di ritorno dal Capodanno solidale accanto ai bisognosi di Sarajevo, con l’associazione “Sprofondo”. “Questi tre giovani venivano da un impegno di carità”, ha detto Martini nell’omelia dei funerali oggi pomeriggio a Figino Serenza, unendosi al dolore di familiari e amici. “Avevano iniziato il Duemila non imitando la smania consumistica” di tanti coetanei, ma “vivendo il passaggio di millennio con un servizio generoso e sacrificato ai più poveri. Avevano portato solidarietà a quelle popolazioni di Sarajevo che hanno vissuto nel decennio trascorso sofferenze inenarrabili, mettendosi vicino “a quella gente prostrata e bisognosa di tutto con la generosità di un cuore giovane”. Martini ha ripercorso la visita di due anni fa nella capitale bosniaca, dove incontrò il coordinatore di “Sprofondo”, don Renzo Scapolo, e i suoi volontari: “Vidi con ammirazione come il luogo di tante tragedie e tante morti diventava, grazie a questi giovani, luogo di una straordinaria solidarietà”, segno di quella carità vissuta “che non viene mai meno”.” “Ricordando le parole del Papa sugli uomini che nel ‘900 “hanno parlato, lavorato, sofferto in nome della pace”, Martini ha detto che a questi si aggiungono i nomi dei tre giovani, che “si sono presentati al Signore con ancora nel cuore e nella mente la memoria del loro servizio per i più poveri”. “Gabriele, Annalisa e Katia – ha concluso Martini – illuminateci con vostro esempio, pregate per noi, tergete le lacrime dei vostri cari, fate che da questa sofferenza nascano nuove energie di carità e consolazione per tanti poveri della terra”.” “