Diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale; divieto di ogni forma di clonazione e sperimentazione sull’embrione umano che “non abbia come fine il bene dell’embrione stesso”; tutela della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale, come “società naturale fondata sul matrimonio e aperta alla procreazione responsabile dei figli”; rispetto del principio di sussidiarietà da parte delle istituzioni statali per non espropriare né sostituire “la famiglia nel diritto-dovere di mantenere, istruire ed educare i figli”. Sono le modifiche al testo della Carta dei diritti dei cittadini europei proposte dal Forum delle associazioni familiari che ha chiesto all’Italia di farsene sostenitrice all’incontro di Biarritz. In una nota diffusa oggi, il Forum esprime “grande delusione” per la Carta. “Doveva essere una grande occasione – ha detto il presidente, Luisa Santolini – doveva addirittura diventare l’ossatura della Costituzione europea ed invece la montagna ha partorito un topolino che riesce a negare perfino le più vere e profonde radici della cultura e della società continentale”. Il Forum ritiene che il documento “rappresenta un passo indietro rispetto a tutte le acquisizioni alle quali l’Unione è arrivata”. Le critiche si rivolgono in particolare al capitolo dedicato alla clonazione e al diritto alla vita. La Carta, inoltre, parla di “diritto a costituire una famiglia” ma “lascia aperta ai singoli Paesi – aggiunge il Forum – la possibilità di allargare il concetto di famiglia a qualunque unione etero ed omosessuale”.