PRESENTATO IL RAPPORTO SULL’ASSOCIAZIONISMO SOCIALE (2)

“La crescita e il consolidamento della partecipazione civica tra giovani, anziani e donne, tradizionalmente considerati ‘categorie deboli’, esprime una sorprendente spinta all’impegno solidale e alla mobilitazione collettiva” e dimostra che “a differenza del passato, il senso della cittadinanza non nasce più esclusivamente dal mondo del lavoro e la sua diffusione trasversale rivela che l’associazionismo non costituisce più un tratto distintivo dei ceti elevati”. Lo ha osservato il presidente delle Acli e dell’Iref Luigi Bobba presentando questa mattina a Roma il VII Rapporto sull’associazionismo sociale realizzato dall’istituto per il Cnel. “Non si può non avere cura del capitale culturale, umano e sociale del Paese”, ha proseguito e ha auspicato “una rapida approvazione della legge sull’associazionismo sociale attualmente all’esame del Senato”. Non solo luci: “Molti ‘associati’, senza avere la pretesa di cambiare il mondo, cercano semplicemente un’autocollocazione in contesti umanamente credibili”: è quanto ha detto il sociologo Franco Garelli che ha aggiunto: “6 milioni di volontari su una popolazione adulta di 40 sono una grande forza d’urto: perché non riescono ancora ad incidere sui meccanismi del Paese?”. “Occorre innalzare la temperatura del confronto culturale e del dibattito politico – ha replicato Edoardo Patriarca, presidente dell’Agesci e portavoce del Forum del Terzo Settore – ragionando sui problemi concreti, intercettando i bisogni spesso inespressi, costruendo piattaforme di valori condivisi: in questo associazioni e volontariato devono diventare un laboratorio di educazione alla solidarietà e alla cittadinanza attiva” con una precisa “attenzione alla seria formazione politica dei giovani”.