“La Cina è molto attenta all’immagine che il resto del mondo ha di lei ma è anche molto timorosa delle critiche che la comunità internazionale le rivolge a riguardo dei diritti umani”. A prevedere le reazioni della Cina alla notizia che uno dei più noti dissidenti del regime comunista di Pechino, Gao Xingjan, ha vinto il Premio Nobel della letteratura, è padre Bruno Cervellera, direttore dell’agenzia internazionale Fides e grande conoscitore della Cina. “Credo – aggiunge – che la reazione della Cina sarà simile all’atteggiamento che ha avuto per la canonizzazione dei martiri cinesi: da una parte questi riconoscimenti sono una esaltazione di persone del popolo e della cultura cinese. Dall’altra parte sono un giudizio sulla storia della Cina e quindi scatenano una forte contrarietà da parte del governo di Pechino”. Per Cervellera, “il problema è che la Cina ha paura soltanto delle critiche e non vede l’aspetto positivo che questi eventi possono far emergere. Le canonizzazioni dei martiri e l’assegnazione del Premio Nobel dimostrano che ci sono cinesi che incontrandosi con l’Occidente hanno saputo valorizzare alcune delle sue ricchezze anche dentro la cultura cinese. Il governo di Pechino invece continua ad isolare i cinesi con il patriottismo e a parlare degli stranieri come dei nemici. La speranza è che eventi come questi insegnino lentamente alla Cina che l’incontro con le altre comunità e culture arricchisce anche la propria”.