CARD. MARTINI: FIGLI “MAMMONI” E GENITORI INSICURI, COSA FARE

Si è rivolto ai genitori e ai figli il card. Carlo Maria Martini, nella relazione che ha tenuto questa mattina al congresso internazionale che si svolge in Vaticano, nell’ambito del Giubileo delle famiglie. Martini ha criticato “la scelta sulla vocazione rimandata al più tardi possibile” da parte dei giovani, soprattutto nel mondo occidentale: “Molti figli di famiglia – ha notato Martini – stentano ad uscire dal caldo nido materno per prendere una decisione di vita”. Per l’arcivescovo di Milano, invece, una piena e incondizionata “adesione al progetto di Dio” aiuta ad assumere scelte adulte: “Una fede matura”, ha detto Martini, induce a “trascendere i propri bisogni individuali per lasciarsi coinvolgere nella missione e nel progetto di Dio”. Quanto ai genitori, il cardinale ha rilevato che “non di rado si sentono insicuri, inadeguati, come se non si fidassero di se stessi e della relazione instaurata con i propri figli”. Alla comunità cristiana spetta allora il compito di “adoperarsi per essere luogo di sostegno e di conforto dei genitori nel loro compito educativo”. ” “Martini ha inoltre invitato padri e madri a vedere nei propri figli “l’immagine di Dio”. Bisogna imparare, ha raccomandato il cardinale, “a trovare l’immagine di Dio anche nel volto di un figlio handicappato”. Per questo, ha aggiunto, “occorre la grazia e l’aiuto affettuoso della comunità cristiana” affinché una grande prova quale avere un figlio disabile “diventi occasione nuova e sorprendente per comprendere come Dio abita in questi piccoli e li fa evangelizzatori della comunità e dei loro genitori”. ” “