Suor Maria Laura Mainetti “non era una suora che volesse dar spettacolo di sé”, “non chiedeva né pretendeva di essere notata”, “amava nascondersi”. Così mons. Alessandro Maggiolini, arcivescovo di Como, ha ricordato la religiosa uccisa alcuni mesi fa a Chiavenna da due ragazze. Ieri è stata celebrata una messa in occasione della posa – sul luogo dell’assassinio – di una croce in pietra, raffigurante alcune spighe di grano, con la frase “se il chicco di grano muore produce molto frutto”. Suor Maria Laura, ha continuato mons. Maggiolini, “curava con sentimenti materni i bimbi della scuola ai quali trasmetteva i lineamenti di una fisionomia spirituale: tratti di stupore, di preghiera attonita, di familiarità lieta che la contraddicevano. Partendo dai fanciulli, giungeva ai genitori che spesso hanno bisogno di essere consolati e incoraggiati nel loro aspro ed esaltante lavoro educativo”. “Nella vita – ha aggiunto il vescovo – non si incontrano impunemente persone come suor Maria Laura. Non si può continuare l’esistenza come se non le si fossero mai viste”. Ed ancora: “L’essere e l’agire di Suor Maria Laura non si spiegherebbero senza una comunione profonda e quasi un nascosto ma realissimo affondamento nel terribile e soavissimo Mistero di Dio. Tolta la contemplazione, negata una dipendenza amorosa e intensa da Dio, non si capirebbe nulla della vita di questa suora”. Per quanto riguarda le responsabili dell’omicidio, “lasciamo che sia il Signore a giudicare i grovigli tenebrosi di animi inariditi e feroci” ha detto mons. Maggiolini, invitando poi i fedeli a pregare anche per loro