E’ l’invito che arriva da mons. Giuseppe Anfossi, vescovo di Aosta, una delle città più martoriate dal maltempo che in questi giorni sta colpendo tutto il Nord Italia. “La popolazione -dichiara al Sir il vescovo – sta reagendo con serenità all’alluvione. In essa è chiara la consapevolezza che, di fronte a persone che hanno perso la vita, tutto il resto passa in secondo ordine”. Dopo oltre 100 ore ininterrotte di piogge, si tenta adesso di fare un primo bilancio dei danni: 14 le vittime accertate, 6 i dispersi e circa 1500 gli sfollati.” ” “Abbiamo provveduto ad accogliere molti sfollati presso alcune caserme, nelle scuole, nelle case della diocesi, nel seminario” prosegue il vescovo, e “nonostante la difficoltà del momento la popolazione resta tranquilla e valuta, a questo punto, con serenità ciò che è veramente importante”. Un atteggiamento favorito “da quella particolare solidarietà che caratterizza la gente di montagna. Solidarietà nel lavoro, nell’accoglienza e nella condivisione. L’atteggiamento è quello di andare all’essenziale e superare le difficoltà per riprendere la normalità”. A questo riguardo, fa sapere mons. Anfossi “la Caritas sta lavorando duramente per venire incontro alle difficoltà degli sfollati. I ragazzi ed i giovani dell’Ac faranno animazione nella caserme. Alla grande solidarietà fa riscontro anche buona organizzazione degli aiuti. La gente è soddisfatta”. Per mons. Anfossi “pensare ad una pastorale particolare dopo questi eventi è presto. Certo che non possiamo non chiederci cosa, in questo momento, il Signore vuole da noi. Questi avvenimenti vanno letti anche in un’ottica di fede e non possono trovare soluzioni religiose semplicistiche”. “Per prevenire fatti del genere sarà importante – conclude mons. Anfossi – aumentare il rimboschimento, la maggiore cura della montagna e una migliore canalizzazione dell’acqua”.” “” “” “