“Non è il momento opportuno per formulare giudizi su quei periodi storici: lo si potrà e lo si dovrà fare in altra sede. Oggi, con questa solenne proclamazione di santità, la Chiesa intende soltanto riconoscere che quei Martiri sono un esempio di coraggio e di coerenza per tutti noi e fanno onore al nobile popolo cinese”. Così il Papa alla solenne cerimonia di canonizzazione del 1 ottobre, proclamando santi 120 martiri.” “Come già era stato – su scala diversa – per la beatificazione di Pio IX, il papa, di fronte alle proteste, si concentra sulla realtà della santità, che, quando fa irruzione nella storia spiazza i discorsi tradizionali della politica e dell’ideologia. Dando frutti imprevedibili: “Dio fa scendere felicità”, ha detto in cinese, durante l’omelia, ricordando la fecondità della santità, anche attraverso il martirio. ” “E qui forse sta uno dei nodi da sottolineare di fronte al dibattito che in Italia dura ormai da settimane: discussioni interminabili sul revisionismo, la laicità, l’ingerenza ecclesiale, che evocano antiche divisioni e vecchie nevrosi.” “Certo è difficile per tutti fare i conti con il contesto di oggi. Il “grande fratello” televisivo è lo specchio di una situazione di vuoto che tutti percepiamo e tutti ci inquieta, perché rischia di farci regredire, come fossimo in gabbia.” “Ed allora, anche per superare le nevrosi di una discussione che rischia di avvitarsi, il primo impegno per tutti non può che essere quello di allargare gli orizzonti (e il cuore), in tre direzioni. Intanto allargare verso il passato: è possibile disegnare i tratti di una “identità condivisa”, che non annulli, ma dialettizzi le contrapposizioni e le differenze, che pure sono utili e produttive? Gli storici devono fare il loro mestiere, ma probabilmente anche il sistema della comunicazione può offrire un contributo positivo. Ancora più rilevante il contributo che può offrire allargando le prospettive verso il futuro. Sui due grandi temi, le linee dello sviluppo tecnologico e scientifico e il futuro della democrazia e del suo rapporto con i valori, urge un confronto serio e aperto. Che per essere tale presuppone evidentemente insieme chiarezza di posizioni e pazienza nel dialogo: come è nelle posizioni più recenti del magistero.” “Infine è urgente allargare le nostre prospettive verso l’alto: sta qui la grande lezione del Giubileo e la vera, grande provocazione che queste beatificazioni, che pure fanno discutere per altri aspetti, pongono all’uomo di oggi: la certezza che santità fa rima con felicità. ” “” “” “