CONGRESSO MISSIONARIO: SUOR KO, “NON SIAMO I PADRONI DELLA FEDE”

“L’illusione di conoscere bene Gesù, la pretesa di privilegi, il provincialismo culturale e religioso ha generato intolleranza, discordie e divisioni. Il Papa, esortando alla purificazione della memoria e alla riconciliazione in quest’anno del Giubileo accenna tra i peccati che esigono un maggiore impegno di penitenza e di conversione l’uso di metodi di intolleranza e persino di violenza nel servizio della fede. Nessuno può gettare il sasso di accusa ai ‘compaesani di Gesù’, quando noi ‘discepoli di Gesù’ abbiamo le stesse colpe, o forse più gravi”. Con questo atto di mea culpa, si è aperta questa mattina la terza giornata del Congresso missionario mondiale a in corso fino a domenica Castel Gandolfo. A proporlo ai circa 1.300 partecipanti è stata suor Maria Ko, religiosa salesiana, che ha dedicato la sua riflessione biblica al tema “Annunciare Gesù, il consacrato nello Spirito”. “Nella nostra evangelizzazione – ha detto la religiosa – è lo Spirito che ci precede e prepara il terreno. Spesso pensiamo di fondare e impiantare, ci crediamo d’essere pionieri, ma poi ci rendiamo conto di essere in realtà mietitori. Non siamo noi a fare tutto, siamo soltanto ‘collaboratori di Dio’, portiamo con umiltà il grande tesoro del Vangelo in vasi di creta. Non siamo padroni della fede dei nostri fratelli e sorelle, contribuiamo soltanto alla loro gioia”. La religiosa ha invitato i missionari a considerare che la comunità di Gesù “è universale, aperta, unita e concorde, dove non ci sono né privilegi né esclusioni, né élites né emarginati, né canali riservati né zone d’embargo, una comunità dove i diversi carismi e le molteplici risorse si sviluppano in armonia per l’edificazione di tutti”. Eppure, ha concluso la salesiana, “questa realtà è ancora in stato embrionale, è una realtà in cammino, un dono in costruzione continua. Oggi, all’inizio di un nuovo millennio, nel nostro mondo ci sono tante divisioni e lotte, ma non mancano segni di speranza e passi evidenti di comunione. Lo Spirito di Gesù, presente e operante in mezzo a noi, ci aiuti in questa era di globalizzazione a prendere coscienza che il mondo è un globo, non una superficie piatta e omogenea, non una piramide, non ha angoli di stagnazione che bloccano il flusso della vita, ma ha solo un centro, un punto di gravitazione che è Cristo”.