Il matrimonio come cellula base della società, “relazione naturale fra uomo e donna, che, attraverso il loro amore, faranno nascere dei bambini”, ed alla quale nessuna altra “forma” di relazione può essere considerata come “equivalente”. Giovanni Paolo II, ricevendo questa mattina il nuovo ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, Hendrik Vokier Bentinck van Schoonheten, è così tornato sul tema del matrimonio come “realtà umana fondamentale”, struttura “di base” affinché tutte le società possano “costruirsi su fondamenti solidi e oggettivi”. Il Papa ha quindi affrontato il “fenomeno della povertà nel mondo e della disparità fra Paesi ricchi e Paesi poveri”, rinnovando l’invito a tutte le nazioni a considerare durante il Giubileo “una solidarietà più forte con i Paesi poveri, in particolare con una riduzione del debito estero”. Giovanni Paolo II ha evidenziato che proprio per una ragione di “equità”, “i popoli produttori di materie prime” devono poter beneficiare della “crescita internazionale”, e i “benefici non devono tornare unicamente a coloro che trasformano queste materie prime o che ne fanno il commercio”. L’economia, ha ribadito il Santo Padre “deve essere a servizio di tutti gli uomini” ed è un “elemento essenziale per la pace”. Infatti, i popoli che “sono sottomessi alle regole del mercato internazionale senza ricavarne dei benefici vivono molti squilibri sociali ed istituzionali, che possono favorire i conflitti”. Il Papa ha poi apprezzato gli sforzi dell’Europa in questo senso, ed ha invitato “i dirigenti del Continente a proseguire e ad intensificare la loro azione nei confronti dei Paesi poveri e delle regioni dove si svolgono conflitti, come l’Africa e il Medio Oriente”. Non bisogna, ha osservato, lasciare cristallizzare le situazioni di tensione, che “rendono difficile la soluzione dei conflitti ed ipotecano per l’avvenire una buona organizzazione della società civile”. ” “” “” “