Berlusconi non ha bisogno di investiture ufficiali: “sceso in campo” nel 1994 e lì è rimasto, prima al governo e poi all’opposizione. Il sindaco di Roma Francesco Rutelli è invece andato a Milano per raccogliere ufficialmente l’investitura del centro-sinistra: accettandola ha insistito sul fatto che il suo percorso è in salita, garantendo comunque rimonta e affermazione finale. Nel frattempo Antonio Di Pietro e Sergio D’Antoni hanno dichiarato di volere costituire “terzi poli”, in vista di una campagna elettorale lunga e calda che allieterà, salvo sorprese in sede di finanziaria, tutto l’inverno, fino alle politiche previste in primavera. ” “La “temperatura politica” nel Paese resta piuttosto bassa, a credere ai dati sulla propensione all’astensionismo ed al senso di saturazione diffuso nell’opinione pubblica. Dopotutto del “discorso politico” pare sia diventato metafora e contenitore nientemeno che il “format” di una trasmissione televisiva, “porta a porta”. Da molte avvisaglie sembra allora che si vada verso una campagna dai toni forti. Alzare il volume per potersi fare ascoltare resta una tentazione e una scorciatoia. Con la personalizzazione della politica, di cui è specchio l’enfasi su candidati presidenti del Consiglio senza poteri diversi rispetto ai loro predecessori dei lunghi decenni della “repubblica proporzionale”, resta questa la cifra più percepibile della transizione: toni più forti del dibattito e diminuita tensione dell’opinione pubblica.” “Ma una lunga campagna elettorale può anche riservare delle sorprese positive: non dovranno prima o poi gli schieramenti e i candidati entrare nel merito? Non dovranno, esauriti gli arsenali della propaganda, misurarsi sui problemi? Le discussioni sulla “costituzione” europea, rilanciate a proposito della Carta dei diritti, dimostrano come dai contenuti e dal quadro etico e valoriale non si possa prescindere troppo a lungo. L’ennesima catastrofe ambientale, che ha devastato la Valle d’Aosta e il Piemonte, ricorda che il nostro paese, da nord a sud, ha bisogno di politiche lungimiranti e stabili. Insomma, questa lunghissima campagna elettorale potrebbe, non foss’altro che per esaurimento, portare a qualche passo in avanti nella nostra interminabile e ingarbugliata transizione.” “Tutto sta anche nella capacità da parte del sistema della comunicazione e dei soggetti della società civile di non ritirarsi nell’indifferenza o nella partigianeria, ma di pungolare gli schieramenti e i candidati a dare delle risposte serie e a prendere impegni precisi. Come si conviene ad una democrazia matura.” “” “