SCUOLA: MONS. NOSIGLIA, “PRESTO UNA LETTERA AI VESCOVI SULLA SCUOLA CATTOLICA”

Una lettera ai vescovi per “sottolineare l’esigenza di farsi carico della situazione delle scuole cattoliche, soprattutto in riferimento al riordino dei cicli scolastici” ed una scheda per “aiutare le scuole cattoliche a collegarsi in rete”. Sono queste le due iniziative annunciate oggi da mons. Cesare Nosiglia, presidente del Consiglio nazionale della scuola cattolica, nel corso del II Convegno nazionale promosso oggi a Roma dalla Cei. Nosiglia ha anche annunciato una probabile richiesta da avanzare al governo, da parte delle scuole cattoliche, di “far slittare di almeno un anno l’entrata in vigore della legge sul riordino dei cicli scolastici”. A proposito della “questione dei saperi”, centrale per la definizione dei contenuti della “nuova scuola”, Lucio Guasti, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha fatto notare che “la scuola cattolica non può accettare che la specializzazione sia l’unico criterio per affrontare tutte le questioni scolastiche”. E’ vero, infatti, che “all’interno di ogni disciplina esistono ormai grandi campi di sapere”, ma è anche vero che “attraverso l’apporto disciplinare, occorre trovare rapporti che consentano di organizzare una conoscenza di carattere più sintetico, che dia senso, valore e significato a tutte le discipline”. Un invito ad un “ripensamento delle discipline” è venuto anche da Italo Fiorin, ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione, secondo il quale per arrivare ad una vera “scuola dei saperi” bisogna “saper andare oltre le conoscenze e le competenze, individuando una direzione, una prospettiva culturale che gli dia un significato complessivo ed unificante”. In questa prospettiva, ha osservato il relatore, “diventa decisiva per il successo della riforma la questione degli insegnanti. La professione del docente non è solo una professione tecnica, fatta di requisiti di professionalità ben precisi: gli insegnanti sono anche educatori, autorevoli e significativi nelle discipline che insegnano”.