RAPPORTO ONU: IL BOOM DELLE CONCENTRAZIONI DELLE IMPRESE

E’ stato presentato questa mattina, in contemporanea in 70 città del mondo, il Rapporto 2000 sugli investimenti nel mondo curato dalla conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad). L’attenzione del Rapporto quest’anno è focalizzata sul moltiplicarsi delle fusioni e acquisizioni internazionali delle imprese. Time Warner con American on line, Vodafone Air Touch con Mannesmann e, per venire alle vicende di casa nostra, Olivetti-Telecom o, recentissima, la vendita da parte della Pirelli della Optical Technologies agli americani della Corning, per non parlare di Fiat e General Motors, sono solo alcuni esempi del forsennato ritmo di fusioni e acquisizioni di imprese, a livello internazionale, che oggi caratterizzano l’economia mondiale. L’Unctad ne ha registrate 109 solo lo scorso anno, per un valore superiore al miliardo di dollari. Il Rapporto le analizza, con un occhio particolarmente attento alla situazione dei Paesi in via di sviluppo, dove il fenomeno dell’acquisizione di imprese locali da parte delle multinazionali è stato particolarmente massiccio, a seguito della politica di privatizzazione delle imprese statali intrapresa da quei governi. “Esiste la percezione diffusa che le fusioni e acquisizioni non portino necessariamente in un Paese nuove attività produttive o nuovi posti di lavoro”, anzi conducano “allo smantellamento della società acquisita e alla cessione delle sue componenti”, afferma il Rapporto. Tuttavia, prosegue l’Unctad, nel lungo periodo gli effetti negativi “diminuiscono o scompaiono del tutto” per lasciare il posto ad un “miglioramento degli investimenti per la produzione” stimolati dagli acquirenti esteri. Ciò non toglie, afferma il segretario generale dell’Unctad, Rubens Ricupero, che è necessario regolamentare questi processi. In particolare, “le autorità preposte alla concorrenza debbono realizzare e consolidare meccanismi di cooperazione a livello bilaterale, regionale e multilaterale”.