BOLOGNA: CARD. BIFFI, “LA FORTUNA DI ESSERE CRISTIANI” (2)

“Il dilemma tra l’essere increduli e l’essere credenti – ha precisato l’arcivescovo – è in realtà il dilemma tra ritenersi collocati entro un guazzabuglio insensato e il conoscere di essere parte di un organico e rassicurante disegno d’amore. L’alternativa, a ben considerare, sta fra un assurdo che ci vanifica e un mistero che ci trascende; alternativa che esistenzialmente diventa quella tra un fatale avvio alla disperazione e una vocazione alla speranza. Questa è dunque la grande fortuna di coloro che sono ‘di Cristo’: dal momento che conoscono le cose come stanno, non sono costretti ad appendere ai punti interrogativi la loro unica vita”.” “Per Biffi, un’altra “grande fortuna” di coloro che sono “di Cristo” è quella di essere liberi. “Il semplice fedele – ha spiegato – anche quando non fosse un eroe, anche quando nella sua debolezza fosse costretto a piegarsi alla prepotenza, resterà sempre un ‘liberto di Cristo’, cioè un uomo che è stato riscattato dal Figlio di Dio e che nessuno può ricondurre in servitù. E di fronte a un dittatore che pretenda per sé un culto divino e le doti divine dell’onnipotenza e dell’onniscienza, interiormente gli scapperà sempre da ridere. Per questo tutte le tirannie hanno d’istinto in antipatia i veri credenti; e poco o tanto arrivano sempre a perseguitarli: intuiscono che sono i soli che non diventano mai sudditi anche nell’anima”. ” “” “