GIUBILEO DEI POLITICI, CARD. ETCHEGARAY: “UNIRE SENZA CONFONDERE, DISTINGUERE SENZA SEPARARE”

“Un segno incoraggiante che testimonia la maturazione del rapporto spesso ambiguo e sempre precario Fede-Politica. Unire fede e politica senza confonderle, distinguerle senza separarle, tali sono le due esigenze che ispirano la condotta cristiana sia delle persone, sia delle comunità”. Così il card. Etchegaray, presidente del Comitato Centrale del Grande Giubileo dell’Anno 2000, sottolinea la novità della celebrazione del Giubileo dei Governanti e dei Politici che si svolgerà il 4 e 5 novembre prossimi. Un evento, spiega durante una conferenza stampa, verso il quale, tutti noi, tenendo conto delle “gravi responsabilità” di uomini e donne impegnati in politica, “dobbiamo manifestare solidarietà e non solo curiosità”. Il “pellegrinaggio dei leaders politici è anche il nostro”, perché “tutti siamo responsabili dell’avvenire dell’umanità”. Oggi, ricorda il cardinale, “nessuno può affermare che la Chiesa abbia l’ambizione di reggere la società”, né la prossima Assemblea di parlamentari di tutto il mondo riuniti in Vaticano potrebbe essere “considerata come una sorta di Parlamento del mondo convocato dalla Chiesa cattolica. Il passo è più modesto, più rispettoso degli uni e degli altri, ma può anche essere più esigente in un clima di riflessione giubilare”. E’ significativo, osserva il cardinale, che nella “nostra epoca, dei leaders politici credenti o non credenti, possano ritrovarsi senza complessi e alla sola luce della loro coscienza, su una stessa piattaforma per accordarsi su problemi così acuti e pressanti come quelli che saranno affrontati: umanizzare la globalizzazione, difendere la persona e la libertà religiosa, cancellare il debito dei Paesi più poveri”.