PEDOFILIA: DI NICOLA, “CHI VUOLE “METTERE IL SILENZIATORE”?

“Una ipocrisia tutta italiana”: così Giulia Paola Di Nicola, condirettrice della rivista “Prospettiva persona”, definisce le polemiche sorte in questi giorni sui media intorno alle indagini, portate avanti da numerose Procure, sulla pedofilia via Internet. L’intento ultimo, spiega la sociologa, “sembra quello di mettere il silenziatore a vere e proprie piaghe sociali come la pedofilia”, limitandosi “a fare i moralisti e a gridare allo scandalo, quando ci scappa il morto, senza però andare mai alle radici del problema”. Secondo la sociologa, in questi giorni “si amplificano soltanto gli aspetti politici delle varie dichiarazioni, rischiando così di creare un effetto di curiosità morbosa nei confronti della pedofilia, di gusto perverso nello sfiorare e carpire l’innocenza dell’infanzia”. Il fatto più grave, commenta infatti Di Nicola, è che “vittime di vicende come queste sono i bambini: una società che non difende l’innocenza, si autodistrugge”. In merito alla richiesta dei nomi dei pedofili, fatta da esponenti del governo e di diverse forze politiche a don Fortunato di Noto, responsabile di “Telefono Arcobaleno”, Di Nicola fa notare che “è troppo facile dare il via alla caccia agli untori. L’aspetto punitivo è solo una faccia della pedofilia. Non ci si può limitare a punire il caso esemplare, per mettersi a posto al coscienza: bisogna agire sul versante della prevenzione”. Cosa che comporta, in primo luogo, “l’interrogarsi sul tipo di cultura che promuoviamo, sul continuo tentativo di rendere ‘soft’ ciò che non lo è: basti pensare al commercio di materiale pornografico, ma anche al linguaggio di alcuni spot pubblicitari o al soggetto di certi film…”. L'”ipocrisia italiana” in materia di pedofilia, conclude la sociologa, “è simile alle contraddizioni di cui diamo prova, ad esempio, in fatto di prostituzione: in teoria è un fenomeno che si vuole combattere, in pratica diventa un fenomeno legalizzato grazie alle case chiuse”. ” “” “