CONGO: MORTO A ROMA MONS.KATALIKO, DOPO IL RIENTRO IN DIOCESI DALL’ESILIO FORZATO

E’ morto per un infarto, la notte del 3 ottobre, a Roma, (dove si trovava per partecipare alla riunione del Simposio delle Conferenze episcopali d’Africa e Madagascar), mons. Emmanuel Kataliko, 68 anni, arcivescovo di Bukavu, nel Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo. Mons. Kataliko – riferisce l’agenzia internazionale Fides – era sopravvissuto alla guerra civile, a privazioni d’ogni tipo, al dolore per essere stato allontanato dalla sua diocesi per sette mesi dalle autorità della Coalizione democratica congolese (Rcd-Goma). ” “Rientrato il 14 settembre scorso, per tutto il periodo d’esilio forzato l’arcivescovo è stato ospite a Butembo, sua diocesi d’origine. Famose erano le sue prese di posizione in difesa della popolazione. Nel Natale ’99 denunciò i “poteri stranieri, con la collaborazione di alcuni fratelli congolesi”, che “organizzano guerre con le risorse del nostro Paese”. Anche il Papa aveva lanciato un appello perché al vescovo fosse restituita la libertà. A metà del mese scorso, dopo molte pressioni, , “nel quadro di una politica di riconciliazione con tutto il mondo”, i ribelli del Rcd avevano dato al vescovo il permesso di tornare a Bukavu. Intanto i fedeli della diocesi di Bukavu chiedono ora che in Italia venga fatta un’autopsia accurata del corpo di mons. Kataliko perché temono sia stato avvelenato. ” “Mons. Kataliko era nato a Lukale, diocesi di Butembo-Beni, nel 1932. Ordinato sacerdote nel 1958, era stato consacrato vescovo nel 1966 e dal 1997 era alla guida della diocesi di Bukavu al posto di mons. Christophe Munzihirwa Nagbo, ucciso dalla guerriglia nel ’96. Il Secam ha in preparazione un documento che ricorda la sua opera e la sua vita. ” “” “