“CIVILTÀ CATTOLICA” SULLA CONDIZIONE DEGLI ANZIANI

Problema con “molte facce” quello degli anziani in Italia. Il prossimo numero di Civiltà Cattolica analizza il tema con un articolo a firma di Padre Giuseppe De Rosa. Un’analisi che parte dall’analisi dei dati degli ultimi due Rapporti della Cisl sulla condizione degli anziani, e giunge a proporre diversi spunti di riflessione. Padre De Rosa infatti si chiede se sia “giusto e ragionevole definire ‘anziana’ una persona a cominciare dai 60-65 anni di età, a un’età cioè che per la massima parte delle persone è ancora di buona salute e di pieno vigore”. E non sarebbe invece “auspicabile -poiché negli ultimi decenni non si è avuto soltanto un prolungamento della speranza di vita, ma un prolungamento degli anni di buona salute – che si parlasse di anzianità a cominciare dai 70-75 anni?”. Altro problema, sottolinea “Civiltà Cattolica”, riguarda il lavoro degli anziani e la possibilità di impiegarli nel Terzo settore del non profit. Quanto agli anziani malati, disabili e non autosufficienti, il periodico dei Gesuiti, rileva da un lato il “rischio della solitudine”, dall’altro la mancanza di assistenza e di cure adeguate”, su cui pesa lo scarso sviluppo, soprattutto al Sud dell’assistenza domiciliare. Ciò spesso induce l’abbandono da parte delle famiglie di anziani in residenze sanitarie per disabili e lungodegenti, o all’affidamento ad estranei. Una scelta che fa mancare agli anziani “ciò di cui hanno più bisogno, cioè la vicinanza e l’affetto”.” “Padre De Rosa infine affronta anche la questione delle pensioni, ricordando che già oggi il rapporto tra anziani e persone occupate è alla soglia del 60%, ossia ci sono 60 anziani pensionati su 100 persone che lavorano. Dato l’andamento della popolazione italiana, osserva il padre gesuita, “non resta che puntare sui giovani immigrati”. ” “” “