“In questo momento la fede ci aiuta molto, i serbi pregano perché tutto si possa svolgere nell’onestà e si possa assistere presto ad una rinascita del popolo serbo e dei valori religiosi, che fino ad ora non sono stati riconosciuti”. Ad invocare un “futuro nuovo” per la Serbia è mons. Stanislal Hocevar, arcivescovo coadiutore di Belgrado, che ieri, accompagnato dal direttore della Caritas di Firenze, don Piero Sabatini, ha incontrato a Firenze il cardinale Silvano Piovanelli. In un’intervista rilasciata al settimanale cattolico “Toscana Oggi”, l’arcivescovo afferma di condividere la scelta della Chiesa ortodossa che si è schierata apertamente con l’opposizione. “La Chiesa ortodossa – ha spiegato mons. Hocevar – ha capito quale può essere il ruolo di questa opposizione che è composta da uomini ben preparati, che hanno seguito con cura le legittime elezioni. Riconoscendo tutto questo, la Chiesa ortodossa ha il dovere di dire la verità per aiutare il discernimento dei responsabili della vita comune”. L’arcivescovo ha chiesto di porre fine all’embargo tuttora in vigore in Serbia. “Noi vescovi della Chiesa cattolica – ha detto mons. Hocevar – diciamo senz’altro che si deve quanto prima togliere questo embargo ed aiutare la Serbia in altri modi, promuovendo la responsabilità del popolo serbo”. Per l’arcivescovo, è importante in questo momento, “aiutare la gente serba a prepararsi bene alla autogestione, nel senso che loro stessi potrebbero diventare responsabili della democrazie e della vita comunitaria”. ” “” “