“L’ambiente è un tema importante per il dialogo ecumenico; a partire dalle assemblee di Seul e Basilea è stato messo a fuoco con la formula di “salvaguardia del creato”. E perfino la nozione di “sviluppo sostenibile”, che oggi ricorre in tutti i documenti dell’Onu o negli incontri internazionali sull’ambiente ha origine proprio nel Consiglio Ecumenico delle Chiese, fu coniato durante l’assemblea di Bucarest del 1974 in cui si parlava di costruire una società “giusta, partecipativa e sostenibile”. Dai cristiani dunque è venuto un contributo importante all’elaborazione di un’etica ambientale, superando quella contrapposizione tra sviluppo e ambiente che sembrava dominare il dibattito negli anni ’70. La “sostenibilità” si afferma come categoria importante”. Lo ha detto Simone Morandini, docente all’istituto ecumenico San Bernardino di Venezia, in margine al convegno “Religioni e ambiente – uomo, natura, Dio nell’era globale” che si è aperto oggi ad Arezzo. ” “”Sostenibilità – ha detto Morandini – vuol dire essere attenti a declinare le forme dello sviluppo in modo tale da rispettare le caratteristiche degli ecosistemi”. “Il creato, – ha, infatti, spiegato – non è una materia bruta cui l’uomo, attraverso la tecnologia, può dare forma: ci sono delle dinamiche che vanno conosciute e rispettate, in modo che il mondo possa essere una casa meglio abitabile per l’uomo ma non a spese delle altre forme di vita”. Per il docente “ci sono elementi del progresso che sembrano fortemente antiambientali. Tuttavia non si deve dimenticare che i primi a prendere atto di certi pericoli sono stati proprio gli scienziati; è nel mondo della scienza che sono risuonati i primi allarmi. Sono convinto che solo con una robusta innovazione tecnologica oggi possiamo far fronte alle problematiche dell’inquinamento e dell’esaurimento delle risorse. Abbiamo bisogno di una scienza che guardi a un buon uso delle risorse, all’efficienza, alla riduzione dei consumi e dell’impatto sull’ambiente”. ” “” “