“La comunità internazionale non abbandoni l’Africa”. Nuovo forte appello di Giovanni Paolo II per il Continente Africano, nel messaggio che questa mattina ha inviato a mons. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinsani (Congo) e Presidente del Secam (Simposio delle Conferenze Episcopali D’Africa e del Madacascar), in occasione della XII Assemblea Plenaria, che si sta svolgendo presso il Centro di spiritualità “Mondo Migliore” a Rocca di Papa. “Conosco gli sforzi già intrapresi e che rivelano una vera solidarietà – ha scritto il Santo Padre -. Questi sforzi devono essere perseverati e resi più efficaci, in particolare grazie alla cancellazione o alla riduzione del debito dei Paesi poveri”. Un appello che si è soffermato in particolare sui paesi in guerra, per i quali il Papa ha esortato “tutti i responsabili a cercare senza soste e con sincerità il cammino di riconciliazione”. Nel suo discorso, il Santo Padre ha elencato i mali che affliggono il Continente: dai conflitti al sottosviluppo economico, dalle migrazioni forzate alla diffusione dell’Aids e di altre pandemie, fino al saccheggio delle risorse naturali e al degrado dell’ambiente naturale. Il Papa ha quindi ricordato l’esempio di mons. Misago, vescovo di Kingoro, e di mons. Katalito, arcivescovo di Bukavu, quest’ultimo improvvisamente scomparso lo scorso 3 ottobre. Due figure che per l’Africa, ha sottolineato il Papa, rappresentano un “seme di speranza e di pace”. Rinnovando l’auspicio di speranza per il futuro dell’Africa, il Papa ha evidenziato che “per costruire un mondo riconciliato al quale tutti aspirano, sono in primo luogo gli stessi africani che devono prendere in mano l’avvenire delle loro nazioni”.