IDI: MEDICI “ADOTTANO” L’OSPEDALE DI MADRE TERESA PER AIUTARE L’ALBANIA

“Anziché adottare un bambino a distanza come si usa fare in tante parti del mondo, adottiamo un lavoro”. Con questa originale “filosofia” – abbracciata anche, da qualche tempo, da altre associazioni cattoliche – un gruppo di medici volontari italiani hanno voluto affiancare i religiosi della Congregazione dell’Immacolata Concezione in quel “Progetto Albania”, grazie al quale ormai da alcuni anni si stanno realizzando importanti centri di assistenza sanitaria e di formazione professionale. A darne notizia è l’Idi (Istituto Dermopatico dell’Immacolata), che domani a Roma ha in programma una conferenza stampa (ore 15, Via dei Monti di Creta 104) per illustrare le iniziative degli “Amici della Fondazione Nostra Signora del Buon Consiglio”, voluta e fondata da Madre Teresa di Calcutta a Tirana per “donare ai propri concittadini un ospedale dignitoso dove malati e sofferenze potessero trovare assistenza e cura”. “Finanziamo una funzione di pubblica utilità e paghiamo chi la svolge. Così non solo aiuteremo la gente a vivere, ma li aiuteremo soprattutto ad imparare”: spiega così padre Giuseppe Pusceddu, superiore della Provincia italiana dei Concezionisti, l’intento principale della nuova associazione, a cui oltre ai medici aderiscono un gruppo di professionisti; una volta ultimato l’ospedale di Tirana, i fondi raccolti dall’associazione serviranno ad ospitare una sede della Facoltà di Medicina. “La gente albanese, quella che resta aggrappata alla sua miseria pur di non perdere la propria dignità, è gente che soffre, che ha bisogno di tutto, soprattutto ha bisogno di essere curata”, commenta Emanuele De Ruvo, chirurgo dell’Ospedale S. Carlo: “La classe medica albanese è certamente brava, ma purtroppo non ha i mezzi e le tecnologie per aggiornarsi”.