Pubblichiamo il testo dell’intervista rilasciata dal cardinale Camillo Ruini, Presidente della Cei, al direttore del Sir, Paolo Bustaffa, in margine a commenti, politici e giornalistici, diffusi oggi a riguardo della dichiarazione della Pontificia Accademia per la Vita sulla cosiddetta “pillola del giorno dopo”.” “” “Eminenza, la presa di posizione della Pontificia Accademia per la vita sulla messa in vendita in Italia della cosiddetta “pillola del giorno dopo” ha suscitato forti reazioni nel mondo politico e giornalistico, con le solite accuse di indebita ingerenza. Lei cosa ne pensa?” “Vorrei anzitutto ringraziare la Pontificia Accademia per la Vita per il suo intervento. Esso, sulla base di dati scientifici inoppugnabili, mette in chiaro che questa pillola non è semplicemente un “contraccettivo d’emergenza”, ma un vero e proprio “abortivo”. La ragione è semplice, al di là dei molti termini tecnici che vengono impiegati e che possono confondere le idee. Una nuova vita umana ha inizio infatti quando si uniscono il seme femminile e quello maschile; da allora esiste un nuovo essere umano che, per sopravvivere e svilupparsi, si annida nell’utero. Impedire questo annidamento significa dunque impedire al nuovo essere umano di continuare a vivere, ossia sopprimerlo: è esattamente questa la triste realtà dell’aborto intenzionalmente procurato.” “” “Quali sono i motivi, per i quali la Chiesa è tanto attenta a queste problematiche, da alcuni ritenute soltanto mediche e “laiche”?” “La prima ragione è propriamente pastorale. E’ compito e dovere della Chiesa aiutare i fedeli, ma anche tutte le donne e gli uomini che vogliono condurre una vita morale, a conoscere con chiarezza il significato e la portata dei gesti che compiono. In concreto è certamente diversa la decisione di ricorrere ad un anticoncezionale da quella di procedere ad un aborto, anche se entrambe sono moralmente negative. Mettendo in guardia dalle pratiche abortive, la Chiesa è certa di rendere un fondamentale servizio all’umanità.” “” “E quale è la seconda ragione?” “E’ una ragione che riguarda la vita pubblica e il rapporto tra il popolo e le istituzioni, sempre da un punto di vista etico. E’ ben strano, e altamente preoccupante, che una decisione così grave come quella di mettere sul mercato una pillola abortiva, sia pure con l’obbligo della prescrizione medica, sia stata presa per via amministrativa, con una decisione del Ministro della Sanità, che per di più ha presentato questa pillola semplicemente come un “contraccettivo d’emergenza”. Così si è aggirata la stessa Legge 194 che, pur avendo il difetto radicale di rendere legale l’aborto, si preoccupa almeno di porre una serie di condizioni perché ciò possa verificarsi: condizioni che, nel caso dell’uso di questa pillola, chiaramente non vengono rispettate.” “” “Ma il Ministro della Sanità si è appellato a una normativa dell’Unione europea che implicherebbe l’obbligo di mettere in commercio questa pillola anche in Italia…” “Le normative di questo genere non possono, in ogni caso, prevalere su una legge nazionale approvata dal Parlamento.” “” “L’invito rivolto dalla Pontificia Accademia per la Vita ai farmacisti a mettere in atto una obiezione di coscienza “morale” ha suscitato forti critiche ed accuse di interferenza. Qual è il suo parere in proposito?” “Sappiamo bene che la legislazione attuale obbliga il farmacista a fornire quanto venga richiesto dietro presentazione di ricetta medica. Ma proprio questo mostra come la decisione di mettere in commercio questa pillola finisca per introdurre un conflitto all’interno delle norme dello Stato: la Legge 194 garantisce infatti il diritto all’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario a cui sia richiesto di collaborare all’aborto. Non è giustificabile togliere questo diritto ai farmacisti.” “” “” “