ISLAM: CONVEGNO SETTIMANALI DIOCESANI, “LA TV NASCONDE LA COMPLESSITÀ”

“L’allarmismo nei mezzi di comunicazione, dimostra a volte un atteggiamento frettoloso e poco consono alla realtà. La televisione ce la nasconde specie quando essa è complessa”. Questo il giudizio di Justo Lacunza Balda, direttore del Pisai, Pontificio istituto di studi arabi e di islamistica, intervenuto oggi al convegno dei settimanali cattolici in corso a Venezia su “L’islam tra noi: dalle paure al confronto”. Lacunza ha ricordato che “gli sviluppi dell’Islam richiedono uno studio diligente ed un’attenzione particolare a come i musulmani vivono l’Islam nella vita quotidiana, come lo interpretano nel campo dei rapporti sociali e come lo traducono nei provvedimenti giuridici o nella sfera politica. E’ un compito laborioso da eseguire, un’impresa ardua da valutare, un percorso difficile da percorrere”. Il direttore del Pisai ha aggiunto che se un tempo l’Islam significava “credo, fede e religione”, oggi “la nascita, lo sviluppo e la formazione di movimenti islamici, dai Fratelli Musulmani ai Talebani, ha contribuito a concepire l’Islam come fermento politico per la creazione di repubbliche e di governi islamici”. E richiamando molte situazioni di conflitto e di emarginazione che vedono coinvolti i musulmani nel mondo, il direttore del Pisai ha aggiunto: “La lotta per la sopravvivenza quotidiana continua a creare condizioni sociali di disperazione collettiva e miseria umana tra migliaia di giovani musulmani. Molti sono disposti a raggiungere le file di gruppi estremisti e lottare contro un nemico reale o immaginario”. Infine alcuni auspici: “I Governi prendano sul serio le questioni spinose che toccano la libertà religiosa e in ogni popolo si bandiscano l’arroganza religiosa e la prepotenza culturale”.