Il 23 novembre di venti anni fa un terribile terremoto ha scosso l’Irpinia, seminando morte e distruzione ma generando anche una straordinaria solidarietà. Per ricordare l’evento e il ruolo “fondamentale” dei volontari, la Caritas si ritroverà il 23 novembre presso la cattedrale di Avellino dove i vescovi della zona colpita presiederanno una celebrazione liturgica mentre il 24 novembre si terrà sempre nella cattedrale una giornata di ringraziamento al Volontariato. Alla manifestazione che ha per tema “Dalla tragedia alla speranza. Il ruolo del volontariato nelle emergenze”, interverrà anche mons. Giovanni Nervo, direttore della Caritas italiana durante l’emergenza terremoto in Campania e in Basilicata. In Irpinia, i morti sono stati 2.753, 8.848 i feriti e 300mila i senza tetto. “Dietro queste cifre – scrive oggi la Caritas -, altrettante storie interrotte, lacerate, cambiate per sempre”. Il giorno stesso del terremoto, la Caritas italiana lanciava un appello di primo intervento a tutte le Chiese d’Italia. Da quel momento sono arrivati sul posto dalle diocesi e dalla parrocchie italiane ed estere viveri, vestiario, roulotte, tende ed una massa di volontari. Due, ricorda don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana, le esperienze forti che si sono ripetute successivamente in situazioni analoghe. La prima sono i gemellaggi che hanno impegnato 119 località terremotate e 132 diocesi gemellanti. La seconda esperienza è sono i Centri della comunità che “hanno costituito un luogo di incontro fisico e palestra per l’azione, spazio di comunione e di dialogo”.