RADIO CATTOLICHE: IL CO.RA.L.LO PUNTA SU PUBBLICITÀ E QUALITÀ DEI PROGRAMMI

“Le emittenti locali hanno una grande tentazione: le loro frequenze costano centinaia di milioni e sono richieste in continuazione dai grandi network a suon di miliardi. Per altro la gestione quotidiana di una radio è piuttosto impegnativa. O ci diamo una scossa e troviamo delle risorse per poter gestire il quotidiano e crescere in qualità o altrimenti la tentazione è forte. Qualcuno ha già ceduto e il rischio è quello di perdere un patrimonio di frequenze ricco di potenzialità”. Lo ha detto Luigi Bardelli, presidente del Co.ra.l.lo (Consorzio radiotelevisioni libere locali) a margine dell’incontro che sta riunendo oggi a Roma le emittenti radiofoniche cattoliche. Due i progetti presentati per valorizzare le potenzialità e le risorse della radiofonia cattolica. La prima ipotesi è quella di avviare un progetto comune pubblicitario. “Il progetto – spiega Bardelli – nasce da un presupposto: le 300 radio che aderiscono al Co.ra.l.lo possono contare su una media di 10 mila ascolti giornalieri ciascuna, raggiungendo quindi insieme ogni giorno milioni di ascoltatori. Con questa cifra le emittenti si collocano in una fascia che dal punto di vista pubblicitario può rendere dai 12 ai 14 miliardi. E’ una risorsa da non perdere. Il problema è farsi conoscere e identificarsi”. Si inserisce proprio in questo contesto l’offerta di programmi radiofonici ed informativi da utilizzare in vari modi. “Si è proposto alle emittenti locali – aggiunge Bardelli – di essere più unite, con la possibilità di trovare momenti comuni con programmi di informazione, approfondimenti e filo diretto con i radioascoltatori”. “siamo comunque di fronte ad una progetto in costruzione che richiede l’adesione di tutti e quindi pazienza, verifica, incontro, attenzione”. “Si parte però – conclude Bardelli – da un presupposto che incoraggia: dagli ultimi dati audiradio, si constata che il locale sta crescendo come ascolto. Questo vuol dire che c’è da parte della gente un bisogno di un ritorno al territorio”.