“Credo vada fatto un mea culpa per aver violato delle leggi naturali. Si sono fatti diventare carnivori animali erbivori facendo mangiare loro farine animali, ben sapendo di andare contro la natura. Ed è grave che, solo adesso, proibiscano di dare farine animali alle mucche”. A parlare è mons. Carlo Rocchetta, assistente ecclesiastico della Coldiretti, che interviene così sulla questione ‘mucca pazza’. “Una violazione – precisa – che riguarda soprattutto altri Paesi. In Italia abbiamo mostrato sempre maggiori attenzione e controllo”. Sulle cause della ‘mucca pazza’ mons. Rocchetta non ha dubbi. “Si alimentavano i bovini con farine animali perché era più conveniente, costava meno, ingrassava di più consentendo maggiori ricavi. Il tutto senza rispetto per la natura e per salute degli esseri umani”. Altrettanto grave è poi il fatto che “nonostante il fenomeno sia conosciuto e denunciato da circa quattro anni, se ne sono aspettati altri quattro per prendere provvedimenti”. “E’ evidente – aggiunge mons. Rocchetta – che siamo di fronte ad interessi economici che travalicano i problemi reali della salute della gente e della tutela dei cibi”. “Chiediamo – conclude l’assistente della Coldiretti – maggiore chiarezza nell’informazione ai cittadini e seri provvedimenti politici. Non si possono accettare ulteriori ritardi nella applicazione di misure come il proibire la somministrazione di cibi animali ad animali erbivori ed una verifica degli allevamenti. E’ tempo di rimettere al centro delle nostre attività non il profitto ma la persona e la sua salute. A questo ci ha richiamato il Papa durante il recente Giubileo del mondo agricolo”.