Giustizia, pace e salvaguardia del creato erano stati indicate, dalle grandi assemblee ecumeniche europee, da Basilea a Graz, come sfide cruciali per il nostro futuro. Riemergono in tutto il loro rilievo (e nella loro connessione) nelle due più recenti celebrazioni giubilari.” “Parlando agli agricoltori il Papa ha ricordato che quando si dimentica il principio che la terra è stata affidata all’uomo, “facendosi tiranni e non custodi della natura, questa prima o poi si ribellerà”. ” “Ai militari, compiacendosi che in piazza San Pietro sono convenuti rappresentanti di eserciti che per secoli si sono affrontati da nemici, ha ricordato che “la pace è un fondamentale diritto di ogni uomo, che va continuamente promosso, tenendo conto che gli uomini in quanto peccatori sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta del Cristo”.” “C’è grande realismo, nelle parole del Papa, confermate peraltro tutti i giorni dalla cronaca. Ma c’è anche una concreta prospettiva di speranza: “A ciascuno di voi – ha detto ai militari – si addice il ruolo di sentinella che guarda lontano per scongiurare il pericolo e promuovere dappertutto la giustizia e la pace”. La metafora è facile, ma l’appello non è scontato, né retorico. Anzi, merita di essere allargato: sui temi cruciali della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato è necessario moltiplicare le “sentinelle”.” “E’ prima di tutto un appello alla responsabilità personale ma è anche un appello più ampio alla vigilanza di fronte alle possibilità di autodistruzione che l’umanità ha davanti. Di queste, come ha ricordato Arrigo Levi qualche settimana fa, la bomba atomica è l’aspetto più evidente, ma la questione ecologica non è meno rilevante.” “Non c’è alcun allarmismo nelle parole del Pontefice: “Per quanto le situazioni siano complesse e problematiche, non perdete la fiducia”. Su queste grandi questioni planetarie, dove hanno fallito ideologie o “fondamentalismi”, il Papa dimostra di credere in alti obiettivi, che non sono utopie ma le più genuine attese dell’umanità, e di percepire nello stesso tempo con realismo la difficoltà del percorso, su cui spendersi con pertinacia.” “La Chiesa così invita i cristiani a impegnarsi fino in fondo per lo sviluppo restando se stessi, così da portare un contributo creativo e necessario: “Camminate nel solco della vostra migliore tradizione, aprendovi a tutti gli sviluppi significativi dell’era tecnologica, ma conservando gelosamente i valori perenni che vi contraddistinguono”, ha detto il Papa agli agricoltori. E’ un passaggio stretto, ma è anche la via per sviluppare davvero i frutti di questo “grande” Giubileo.” “” “