La nuova legge sull’adozione e l’affidamento, che sta per essere approvata al Senato, “è solo una risposta alle esigenze degli adulti, che con l’estensione dei limiti di età si illudono di avere più possibilità di adottare un bambino”. Questo il parere di Donata Nova Micucci, presidente dell’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie) sulla proposta di legge che affronta ora l’iter parlamentare, dopo un lungo dibattito in sede di Commissione speciale per l’infanzia. Tra le novità contenute nella proposta di legge, c’è l’estensione dei limiti di età per adottare, che passano, dagli attuali 40, ai 45 anni di differenza rispetto all’età del bambino. Facendo notare “l’enorme sproporzione attuale tra il numero delle domande di adozione e quello dei minori dichiarati adottabili”, Micucci osserva che “in questo modo saranno sfavoriti i bambini più grandi, o quelli handicappati, che incontreranno sempre più difficoltà a trovare una famiglia. Non dimentichiamo che in Italia sono circa 20 mila i bambini in istituto”. Anche il riconoscimento del diritto, per le coppie di fatto, ad accedere all’adozione – previsto dalla nuova legge – “contribuisce a rendere i diritti, spesso egoistici, degli adulti preminenti rispetto a quelli dei bambini”. Riguardo alla possibilità, per i figli adottivi, di conoscere l’età dei genitori biologici, Micucci sottolinea che “la legge violerebbe il principio della pari dignità tra genitori adottivi e genitori biologici, rischiando così di ridurre i genitori adottivi ad ‘allevatori’ di bambini”. Un’altra novità della proposta di legge, è giudicata, infine, “preoccupante” dall’Anfaa: la possibilità di trasformare l’affidamento, dopo due anni, in adozione, ma – a differenza di quanto avviene ora – “senza verificare i requisiti di adottabilità della coppia: l’affidamento, così, potrebbe essere utilizzato in malafede, per ‘togliere i figli ai poveri’ e ottenere un’adozione in maniera più facile e veloce, magari quando tutte le altre strade sono sbarrate”. ” “” “