FRANCIA: IL RUOLO DEL PATRIMONIO RELIGIOSO NELL’IDENTITÀ DI UNO STATO LAICO

“I monumenti storici, così come gli oggetti conservati nei musei, provengono, in Francia, in gran parte dal patrimonio religioso”, rileva Dominique Borne, intervenuto all’incontro promosso oggi a Roma dal Centro culturale San Luigi dei Francesi dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, sul tema “Approcci francesi del patrimonio religioso”. Questo patrimonio storico-artistico mentre “rimanda ad una religione che pretende di essere universale ma appartiene ad uno Stato ormai laico, può rappresentare il fondamento simbolico per la costruzione della nazione?”, domanda Borne. L’incontro ha cercato di dare una risposta a questo interrogativo.” “”Oggi, l’atteggiamento della Francia, dei suoi centri di potere e del suo popolo nei confronti di questa eredità è rivelatore di una politica del patrimonio, e più genericamente della cultura, molto dinamica e creativa, che concede al patrimonio religioso un posto importante, ma rivela anche le contraddizioni di un popolo più o meno fedele e talvolta dimentico della sua memoria di cristiano”, risponde Jacques Rigaud, consigliere di Stato, già responsabile di Radio Rtl. “Riflettere sul ruolo del patrimonio religioso nella costruzione dell’identità nazionale significa anzitutto porre il problema dei rapporti tra una comunità e le sue radici simboliche”, commenta Borne. In questo campo, aggiunge, “la costruzione dell’Unione europea trasforma ulteriormente la prospettiva di azione” e induce un altro interrogativo: “Il patrimonio religioso ha un posto nella costruzione dell’identità europea?” ” “