IL PAPA AI GIURISTI CATTOLICI: SUL DIRITTO NON PUÒ PESARE IL “PARTICOLARISMO” (2)

Allo stesso modo, ha denunciato il Santo Padre, per “un buon numero dei nostri contemporanei” il “diritto alla vita” è “misconosciuto e sottostimato, come se si trattasse di un diritto disponibile e non essenziale; basta pensare – ha proseguito – al riconoscimento giuridico dell’aborto, che sopprime un essere umano fragile durante la sua vita prenatale in nome dell’autonomia di decisione del più forte sul più debole”. Medesimo rilievo per “l’insistenza” con cui alcuni cercano oggi di far “riconoscere un preteso diritto all’eutanasia, un diritto di vita e di morte, per se stessi e per gli altri”. Ci sono casi in cui, ha insistito il Papa, “magistrati e legislatori prendono decisioni indipendentemente da qualsiasi valore morale, come se il diritto positivo potesse trovare in se stesso i propri fondamenti ed astrarsi dai valori trascendenti”. Un diritto staccato dai “fondamenti antropologici e morali – ha richiamato il Papa – porta in sé numerosi pericoli, perché sottomette le decisioni al puro arbitrio delle persone che le decretano, e non tengono conto della dignità insigne degli altri”.