“C’è il rischio che tutto si riduca solo ad un dibattito tra proibizionisti e antiproibizionisti. Ma questa vecchia questione non mette in luce i problemi e gli appelli più profondi dei giovani, che stanno veramente male. Oggi i giovani miscelano tante porcherie, dall’alcool agli psicofarmaci. Sono sbandati, depressi. Abbiamo il terrore di avere una generazione di ragazzi psicologicamente compromessi”. E’ questo il parere di don Vinicio Albanesi, presidente del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza), alla vigilia della Terza Conferenza nazionale sulla droga che si apre domani a Genova. Nella giornata odierna è iniziata anche una “contro-conferenza” di associazioni antiproibizioniste che non si riconoscono nel programma governativo. Ma il problema è altrove, precisa don Albanesi: “Bisogna occuparsi della presa in carico dei ragazzi, dal momento dell’educazione in poi, ancora prima della prevenzione. Dai dati emersi dal nostro lavoro in tutta Italia – spiega – ci siamo resi conto che i ragazzi sono dispersi, non hanno riferimenti di nessun tipo. Da una parte si sentono inadeguati, dall’altra viene chiesto loro di essere efficienti. Concepiscono la vita come momento di grande divertimento, per questo ricorrono ad intrugli che non fanno bene alla loro identità e alla loro salute. I ragazzi si sentono abbandonati: quando facciamo lavoro di recupero troviamo delle ‘scatole vuote’. C’è una grossa sofferenza data da una mancanza di identità, della quale sono responsabili gli adulti, per aver inventato questa società di carriere brillanti, donne belle e luci splendenti, mentre nella realtà le cose vanno diversamente”. La richiesta del Cnca è allora “di investire di più sulla scuola e sulla famiglia” perché oggi “la scuola non si assume più la responsabilità dell’educazione e la famiglia è rimasta sola”. E l’auspicio finale è “che la società degli adulti, comprese le parti economiche, cominci a reinvestire sui giovani, a non occuparsi solo di economia ma anche di educazione e di attenzione”.” “” “