IL PAPA: LA RAI, “UN’OFFICINA DI PAROLE E DI IMMAGINI” AL SERVIZIO DEL BENE COMUNE

“Di fronte ad una cultura dell’effimero, spesso più attenta alle sensazioni che ai valori, i cristiani sono chiamati ad essere ministri dell’inesauribile novità della parola di Dio, veicolando, con il loro apporto, una solida cultura della vita, della solidarietà, della famiglia e dei diritti umani. E’ un percorso indispensabile, se si vuole contribuire ad edificare la civiltà dell’amore”. Parole che Giovanni Paolo II ha rivolto ai credenti che lavorano nel settore radiotelevisivo, ed in particolare a 3500 dirigenti e dipendenti della Radiotelevisione italiana, convenuti questa mattina nella Basilica di San Pietro per celebrare il Giubileo. Nell’epoca della ‘civiltà dell’immagine’, ha sottolineato il Papa, la Chiesa “ben conscia di dover evangelizzare capillarmente la società, conosce l’importanza di intrattenere un rapporto corretto e cordiale con il mondo della comunicazione, poiché i grandi mezzi di cui oggi esso dispone possono favorire non poco la diffusione della Buona Novella in ogni ambiente”. In questo senso, ha proseguito, “non si stanca di richiamare la dimensione morale dell’attività comunicativa. Stimola, invita e incoraggia gli operatori della comunicazione sociale ad entrare in un corretto e rispettoso rapporto con le persone, difendendo e diffondendo quegli imprescindibili valori umani, morali e spirituali che formano il patrimonio anche del popolo italiano”. ” “La Rai, ha rilevato il Papa, è “un’officina di parole e di immagini”, ed i suoi operatori della comunicazione sono “agenti primari nel compito comune di edificare una società a misura d’uomo. In questo importante impegno professionale – ha sottolineato – abbiate sempre di mira il bene comune, mai cedendo ad interessi meramente economici”.” “” “” “