DIRITTI UMANI: IL MONITO DEL PAPA ALL’EUROPA, “SALVAGUARDARE LA VITA UMANA”

La celebrazione del 50° anniversario della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo (firmata a Roma il 4 novembre del 1950) è un’occasione per “rendere grazie per tutto ciò che è stato recepito e per rinnovare l’impegno affinché i diritti umani siano sempre più pienamente ed ampiamente rispettati in Europa”. Ma è anche un tempo per riconoscere con chiarezza i problemi che devono essere affrontati perché quel rispetto non sia oggi negato: “Fondamentali tra questi è la tendenza a separare i diritti umani dal loro fondamento antropologico, dalla visione cioè della persona umana che è insita nella cultura europea”. Lo ha detto questa mattina Giovanni Paolo II ricevendo in udienza la conferenza ministeriale del Consiglio d’Europa. Richiamando l’art. 16 della Dichiarazione universale dei diritti umani, il Santo Padre ha aggiunto: “C’è anche la tendenza ad interpretare i diritti da una prospettiva esclusivamente individualista” che ha portato l’Europa a dare “poca considerazione al ruolo della famiglia come ‘cellula fondamentale della società'”. “Ci si trova – ha detto il Santo Padre – di fronte ad un paradosso: se da una parte, il bisogno di rispettare i diritti umani si è vigorosamente affermato; dall’altra il più basilare dei diritti, il diritto alla vita, è negato”. “Il Consiglio d’Europa – ha concluso Giovanni Paolo II – è riuscito a rimuovere la pena di morte dalla legislazione di una larga maggioranza dei suoi Stati membri”. Un impegno “nobile”, ha detto il Santo Padre, che deve essere esteso anche al resto del mondo. “E’ mia fervida speranza – ha aggiunto – che sia arrivato il momento in cui venga ugualmente capito che un’enorme ingiustizia si sta commettendo quando non viene salvaguardata la vita innocente nel grembo materno. Questa contraddizione radicale è possibile solo quando la libertà è separata dalla verità che è insita nelle cose e quando la democrazia si allontana dai valori trascendenti”.