“Anche l’aborto è violenza: una violenza perpetrata sugli esseri umani più innocenti e più indifesi. Ed è triste constatare come essa si consumi col favore delle leggi, col consenso di quanto pur si dichiarano e si battono contro ogni altra forma di violenza, dimenticando che non si può educare al rispetto della vita umana quando non la si rispetta nel suo sbocciare”. Lo ha detto il card. Salvatore De Giorgi, arcivescovo di Palermo, nell’omelia pronunciata ieri in occasione della “Memoria dei santi siciliani e delle vittime della violenza” e del Giubileo del volontariato. Tra le “tante forme di degradazione morale” tipiche della società di oggi, il cardinale ha denunciato “il facile ricorso all’aborto e a pratiche abortive, favorite da ritrovati chimici che sopprimono la vita di un essere umano nel suo stadio iniziale, come è quello dell’ovulo fecondato, dell’embrione benché non ancora annidati, impedendone il naturale sviluppo al quale ogni essere umano ha diritto”. Piaghe come la prostituzione “(la più barbara schiavitù del nostro tempo”) o la pedofilia (“vergogna mostruosa di una società senz’anima”), ha aggiunto De Giorgi, sono “il triste risultato della corruzione e del crollo dei valori morali sacrificati agli idoli del denaro, del potere e del piacere, in nome di una falsa civiltà fondata sull’egoismo libertario e permissivo, che finisce per giustificare anche le violenze più mostruose”. Contro questa cultura, ha ricordato l’arcivescovo di Palermo, “tanti servitori dello Stato e della Chiesa hanno pagato con la vita l’amore alla nostra terra e alla nostra gente, desiderosa di liberarla e di riscattarla dai mali che la umiliamo e l’affliggono con ogni forma di violenza, dalla piccola alla grande criminalità organizzata e non, e soprattutto da quella mafiosa che tanto sangue e tante lacrime ha fatto versare e purtroppo fa versare ancora, nonostante i duri colpi subiti in questi ultimi anni”. ” ” ” “” “