NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

“Fortezza, buon umore, pazienza e perseveranza”: al cuore del giubileo dei politici, dei governanti e degli amministratori il Papa ha riproposto, non solo l’esempio, ma ha sinteticamente ricordato le virtù di Tommaso Moro, che il 31 ottobre lo stesso Giovanni Paolo II aveva loro indicato come patrono. ” “E’ stata anche l’occasione per ricordare i punti essenziali della dottrina sociale e di intervenire sul complesso problema del rapporto tra legislazione positiva e legge morale e legge naturale. Questo vale in particolare su due grandi ordini di problemi, quelli legati alla giustizia sociale e alla persona e alla vita. Si tratta dei due grandi temi che hanno travagliato la seconda metà del XX secolo ormai concluso. Con una peculiarità: il primo è tradizionalmente più sentito a sinistra, il secondo a destra. Ebbene, Giovanni Paolo II li tiene fortemente uniti. Ecco così la denuncia dello scandalo dei ricchi (singoli e nazioni) che diventano sempre più ricchi e dei poveri che diventano sempre più poveri. Ecco l’appello a “piegare le leggi del mercato “selvaggio” alle leggi della giustizia e della solidarietà”, e nello stesso tempo, a proposito della famiglia e della tutela della vita dal suo inizio al suo termine naturale, la certezza che “provvisorie e mutevoli maggioranze di opinione” non possono prevaricare sulla legge morale.” “Questa sfida radicale a tenere insieme, in nome dell’unica persona umana e della sua dignità, il tema della giustizia e quello della vita merita di essere raccolta. Può essere anche un modo concreto per sfuggire da una gabbia che giustamente il Papa ha evocato, constatando la crisi delle formazioni politiche ed invitando invece a “riscoprire il senso della partecipazione”.” “Sulla giustizia una tenaglia tra valore del mercato e legge del massimo profitto, e sulla vita, la tenaglia tra legge positiva e legge morale, rischiano di stritolare le persone, le comunità, la stessa umanità. Giovanni Paolo II rilancia i nostri interrogativi: dove ci porteranno le straordinarie prospettive della bioteconologia e della genetica o lo sviluppo della globalizzazione economica? “Noi cristiani di questo tempo, formidabile insieme e meraviglioso, pur partecipando alle paure, alle incertezze e dagli interrogativi degli uomini di oggi, non siamo pessimisti riguardo al futuro, perché abbiamo la certezza che Gesù Cristo è il Signore della storia”. Questa è la risposta del Papa. Ritorniamo così a san Thomas More: il riferimento a Dio, lungi dal bloccare, libera tutte le energie anche del politico, e permette di intervenire con creatività ed efficacia nella storia. Purché disposti anche a pagare di persona.” “” “” “