Nuova evangelizzazione, rinnovamento morale della società e costruzione di una civiltà autenticamente cristiana sono le tre “prospettive di lavoro apostolico” aperte “dal Grande Giubileo dell’anno 2000” che “sta volgendo al termine”. A delinearle è il Segretario di Stato, card. Angelo Sodano, intervenuto questa mattina a Roma all’inaugurazione dell’anno accademico 2000-2001 della Pontificia Università Lateranense. “Bisogna riproporre alle nuove generazioni il mistero di Cristo” ha detto il cardinale, già allievo dell’ateneo pontificio; “la Chiesa esiste per annunciare tale mistero”, tuttavia “uno sguardo ai due millenni di storia cristiana ci dimostra che la missione di Cristo è ancora agli inizi”. “Oggi – ha osservato – si è giunti ad esaltare la libertà a tal punto da farne un assoluto, quasi che essa fosse in se stessa la sorgente della verità. Negando però la dipendenza della libertà dalla verità, è scomparsa ogni valutazione morale degli atti umani: ognuno diventa così regola per se stesso. E ne abbiamo visto, e ne vediamo, i frutti amari”. La libertà dell’uomo, ha precisato il cardinale, “non è illimitata, non ha il primato della verità” che spetta viceversa a Dio. “Restaurare, quindi, il senso morale dell’uomo d’oggi è una delle grandi sfide che ci attendono al sorgere del Terzo millennio cristiano”. “Infondere nella civiltà umana il lievito del Vangelo” è l’ulteriore prospettiva indicata dal Segretario di Stato che si è chiesto: “Se il grado di una civiltà si misura dal rispetto dei diritti umani, come si può contrabbandare quale segno di civiltà il diritto di sopprimere la vita di un nascituro?” Rievocando le grandi tragedie del secolo appena concluso, conseguenza dell'”avere voluto organizzare la società senza Dio”, il card. Sodano ha lanciato infine un monito a tutti i cristiani “perché il Vangelo di Cristo”, in cui “solo c’è salvezza” ritorni “a permeare la nostra civiltà”.