BOLOGNA: CARD. G. BIFFI, “BONONIA DOCET”

“Bologna continua ad insegnare con quel ‘visibile parlare’ che è come l’irradiazione del suo volto di città d’arte ispirata all’adesione del Vangelo. Il cristianesimo è la sua lingua madre. Le sue dodici porte richiamano alla Gerusalemme dell’Apocalisse, le sue strade invitano a guardare in alto con la suggestione delle due torri, delle basiliche, delle facciate e delle cupole”. Così oggi il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, ha illustrato il grande contributo della Chiesa di Bologna alla civiltà europea. Nel suo saluto portato al convegno su “La Chiesa di Bologna e la cultura europea”, il cardinale ha ricordato come “a imitazione di Roma, anche Bologna è stata concepita come un catechismo architettonico. Essa canta la sua fede anche dai muri. I suoi portici esprimono una civiltà dell’accoglienza. E la basilica di S. Petronio, espressione di una laicità sana, cristiana e consapevole di sé. I bolognesi sapevano essere presenti nel tempo come testimoni dell’eterno”. Se nei secoli passati la Chiesa ha dato il suo apporto alla civiltà europea, “oggi – si è chiesto l’arcivescovo – che cosa si può dare a un mondo in cui si è condannati a bere senza sete a tutte le sorgenti del piacere, a mangiare senza fame i prodotti della tecnica, a non avere né fame né sete di ciò che conta, in primo luogo della verità?” “Io credo – è la risposta di Biffi – che la nostra città e, in essa, la nostra Chiesa siano ancora in grado di suscitare la fame e la sete di verità, di amore, di vera libertà, di risvegliare la domanda per ridare un’anima se non all’Europa, almeno all’Italia, liberandola dai pesanti condizionamenti di quella asfittica ‘cultura del niente’ che produce frutti di morte. Se sarà così, potremo ancora dire ‘Bononia docet'”. ” “” “