LA FIDAE SUL “BUONO SCUOLA”: UNO STRUMENTO DI LIBERTÀ DI SCELTA PER LE FAMIGLIE

“Un intervento che rischia di interrompere e vanificare un itinerario di giustizia e di libertà tendente ad eliminare o, comunque, a ridurre la situazione di grave disparità, nella quale si vengono a trovare i genitori che scelgono per i propri figli una scuola pubblica non statale, anche paritaria”: con queste parole la Fidae (federazione cui aderisce la quasi totalità delle scuole cattoliche) nazionale e della regione Lombardia criticano, con un comunicato, il recente intervento del Governo che ha chiamata in causa la Corte Costituzione per vizi formali nelle decisioni della Regione Lombardia di concedere il buono scuola. Secondo la Fidae, infatti, “la legge nazionale sulla parità scolastica e il processo in corso verso il federalismo regionale incoraggiano iniziative legislative come quelle della Regione Lombardia in materia di istruzione e formazione”. La sollecitazione al Governo e alle forze politiche è perciò di “trovare soluzioni adeguate, sia sul piano giuridico che su quello politico, che consentano alle famiglie e alle singole persone di esercitare i propri diritti civili in piena parità di condizione economiche, sull’esempio – sottolinea la Fidae – già da decenni comprovato in quasi tutti i Paesi Europei, non esclusi quelli dell’Europa orientale”. Un tale percorso, che comprende il “buono scuola” come strumento “di libertà di scelta”, – sempre secondo la Fidae – permetterà “all’intero sistema nazionale dell’istruzione” di avvantaggiarsene, soprattutto “in questo delicato periodo di radicali riforme scolastiche, che nell’autonomia e nella parità hanno i punti di forza più rilevanti per un servizio educativo di qualità”.