NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo la nota integrale Sir di questa settimana

L’Unione si muove al suo passo, che è quello dei governi, e il vertice di Nizza si conclude con un risultato faticoso, ma positivo. I partner più euroscettici, a cominciare dalla Gran Bretagna, ottengono che molte rilevanti materie restino fuori dal sistema delle decisioni a maggioranza, che tuttavia è stato perfezionato con un accordo in extremis, che “ripondera” i voti tra i 27 futuri partner. Sono anche stati ridistribuiti i seggi all’Europarlamento, mentre, per quanto riguarda l’architettura istituzionale dell’Unione, è stato ribadito di fatto il ruolo chiave del Consiglio, cioè dei diversi stati membri.” “Certo manca qualcosa che i capi di stato e di governo riuniti a Nizza non potevano trasmettere, al di là del compromesso empirico: quel senso di tensione ideale e politica la cui necessità è stata ulteriormente evocata, per contrasto, dai manifestanti della scontata contestazione anti-globalizzazione. Ma è anche vero che la tensione politica ed ideale non si può trasmettere dall’alto. Qual è lo stato di salute delle forze politiche europee? E delle grandi espressioni della vita sociale, culturale, religiosa?” “La domanda diventa pertinente di fronte al processo dell’allargamento, di cui si comincia proprio da Nizza a toccare con mano la concretezza. Polonia, Romania, Ungheria e Repubblica Ceca, Slovacchia e Lituania, Lettonia, Slovenia, Estonia e Cipro e finalmente Malta, in rigoroso ordine di peso specifico misurato in voti in Consiglio, dilatano gli orizzonti dell’Unione. E’ probabilmente a partire da questo dato che occorre lavorare, e molto, per fare crescere, accanto alla dimensione istituzionale dell’Unione, quella consistenza ideale che oggi è percepita da tutti come un deficit. Tutto si dovrebbe compiere in una dozzina di anni: sono moltissimi, se guardati con la nevrotica prospettiva dell’attualità politica, sono invece assai pochi se misurati con l’occhio ai processi politici e culturali.” “Configurata finalmente su uno spazio veramente europeo, l’Unione dei prossimi anni sarà nello stesso tempo uno spazio di integrazione e di concorrenza, com’è peraltro nei suoi cromosomi antichi. Come attrezzarsi convenientemente?” “Tra pochi giorni ci saranno solenni celebrazioni del centenario dell’incoronazione di Carlo Magno, la notte di Natale dell’800: un impero non imperialistico, uno spazio complesso, un’esperienza breve, anche se fondamentale nell’identità europea. La storia può aiutare a sottolineare l’urgenza di un impegno che tuttavia apre orizzonti inediti e creativi. Anche per le Chiese e per i cattolici.” “” “” “