IL PAPA: “I CRISTIANI CHIAMATI A COLLABORARE CON IL CREATORE PER REALIZZARE SULLA TERRA UNA ‘CASA DELL’UOMO'”

“L’opera creativa è in un certo senso delegata da Dio all’uomo, così che essa continui sia nelle straordinarie imprese della scienza e della tecnica, sia nel quotidiano impegno dei lavoratori, degli studiosi, delle persone che con le loro menti e le loro mani mirano a ‘coltivare e custodire’ la terra e a rendere più solidali gli uomini e le donne tra loro”. Lo ha detto questa mattina Giovanni Paolo II, nella consueta catechesi del mercoledì, per la quale erano radunati in piazza San Pietro oltre 35.000 pellegrini. Un discorso dedicato al tema “Il valore dell’impegno nelle realtà temporali”. “La rivelazione biblica e la migliore sapienza filosofica – ha spiegato il Santo Padre – concordano nel sottolineare che, da un lato, l’umanità è protesa verso l’infinito e l’eternità, dall’altro, essa è saldamente piantata sulla terra, entro le coordinate del tempo e dello spazio. C’è una meta trascendente da raggiungere, ma attraverso un percorso che si sviluppa sulla terra e nella storia”. Troppo spesso però, ha sottolineato il Papa, l’uomo compie la missione affidatagli da Dio, “non come un artefice sapiente, ma come un tiranno prepotente. Alla fine si ritrova in un mondo devastato e ostile, in una società frantumata e lacerata”, come ci insegna il capitolo terzo della Genesi, “dove descrive la rottura dell’armonia dell’uomo con il suo simile, con la terra e con lo stesso creatore. E’ il frutto del peccato originale” . (segue) ” “” “” “